giovedì 13 novembre 2014

E grazie al cazzo (qua è tutta un’altra cosa)

E’ da un po’ di tempo che, avendo avuto modo di girare e di conoscere un po’ di più le altre realtà musicali, che mi soffermo sempre di più su questa cosa. Noto che tanti gruppi, poco dopo essersi formati, suonano ovunque, fanno dischi su dischi, e chi più ne ha più ne metta. Giustamente questo fatto si spiega facile, se il gruppo in questione nasce in un contesto dove c’è seguito, è ovvio. Ma i gruppi che invece si formano in una piccola regione dove la cultura musicale è molto limitata? Per loro è molto più difficile, suonare sia dalle loro parti che fuori, questo perché, non avendo modo di emergere nella propria città, come faranno mai a farlo altrove? Non si ha modo di trovare agganci, fare conoscenze, ecc… certo, ora con internet ed i social è tutto molto più semplice, ma giustamente non ci si può fare un’idea su un gruppo basandosi su qualche canzone caricata. Serve tanta esperienza, soprattutto dal vivo, ma se le esperienze sono limitate, causa quello che ho appena detto, è anche normale che vengono considerati gruppi che danno un minimo di certezza. Per non parlare poi di registrare un prodotto, devi fare tutto tu, dalla registrazione alla stampa delle copie …dove la troveresti una probabile etichetta disposta a pubblicarti qualcosa e a scommettere su di te, se non hai da assicurargli nulla di concreto? Poi c’è anche il fatto che molti ragazzi tendono sempre ad andarsene da qua sia per studi che per lavoro, quindi, meno gente, meno gruppi, meno tutto. Insomma, qua la realtà è questa, e la morale è quest’altra, se un gruppo qui riesce a fare qualcosa, anche un minimo, secondo me è da apprezzare e non poco, visto tutte le problematiche che affronta per continuare. Ho parlato di questo per esperienza personale, e non per valorizzare me e/o il mio gruppo, semplicemente perché questa è la realtà, ed è quello che noterebbe chiunque si trovasse in una situazione simile.


MarcoEsse

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